mercoledì 8 febbraio 2017

#PARLAchiLEGGE 14

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Che cos'è #PARLAchiLEGGE

#PARLAchiLEGGE è una rubrica quindicinale. Ogni 2 mercoledì esce una breve intervista a un lettore. 

Vorresti essere il prossimo? È semplicissimo, non devi far altro che scrivermi a quandolaserelegge@gmail.com


Oggi parliamo con Silvia

Ho conosciuto Silvia una domenica mattina di inizio dicembre, durante un bellissimo raduno di amanti dei libri, a suon di chiacchiere, giochi a tema e una tavola apparecchiata con ogni ben di Dio per un brunch da urlo. Esatto, si trattava proprio di quel Books&Brunch che ogni tanto nomino e di cui, con gran rammarico, lo scorso weekend ho perso il secondo appuntamento.
Ma dicevo, proprio lì ebbi il piacere di scambiare le prime chiacchiere con Silvia e scoprii subito di condividere con lei una libreria carica di libri, uno spiccato interesse per il teatro, per il cinema e un passato lontano da Bologna. Un paio di settimane dopo, andavamo insieme all'inaugurazione di una nuova libreria di Bologna, facendo rassegna di tutti i volumi esposti che avevamo e non avevamo letto, quelli imprescindibili nella vita, quelli da scartare e quelli che,
oh mamma che bella copertina. Insomma, una serata da vere nerd della carta stampata, da ripete il prima possibile. E ovviamente non potevo esularmi dall'invitare Silvia su questa rubrica.

Quanti libri hai letto negli ultimi dodici mesi? 
Purtroppo non tengo il conto dei libri che leggo, saranno sicuramente una ventina ma forse anche di più. Di sicuro so quanti mi aspettano sul comodino, in trepidante attesa di essere divorati: dieci! 

Carta o digitale? 
Assolutamente solo carta. Il piacere di girare tra gli scaffali, sfogliare, evidenziare e stropicciare, “vivere” un libro... sono sicura che il digitale non possa dare tutte queste emozioni, anche se ammetto che sia più comodo da portare con sé; ora sto leggendo un libro da 1300 pagine e leggere ovunque è praticamente impossibile, la slogatura del polso e della spalla sono assicurate. 

Libreria, internet o biblioteca? 
Compro libri dove capita, non ho un luogo di acquisto preferito. Nell'ultimo anno ho scoperto l’usato via internet, libri anche nuovi a metà prezzo: quando arriva il pacco in ufficio è sempre un'emozione. Sempre per l'usato “garantito” amo molto le piccole librerie di Bologna, sotto casa ne ho una zeppa di titoli e passo lì molte ore, un vero paradiso. Con le biblioteche ho un rapporto conflittuale, spesso prendo libri in prestito ma poi, se li amo, mi spiace non averli tra i miei scaffali 

Se ti chiedessi due titoli?
Questa è una domanda difficile! Di getto: Il minotauro di Benjamin Tammuz (E/O), Stoner di John Williams (Fazi Editore)... ma due sono troppo pochi! 

Per immaginarti meglio, dove leggi di solito? 
Purtroppo ho poco tempo, durante la settimana leggo a letto, prima di dormire. Il fine settimana invece divano, gatto e libro sono il mio passatempo prediletto. 

È il momento della confessione: un libro che hai abbandonato? 
Pennac ha ragione quando sancisce il diritto di abbandonare un libro! Ne ho abbandonati parecchi, se un libro non mi coinvolge non mi intestardisco. Confesso, visto che piace tanto, di aver abbandonato ogni cosa scritta da Philip Roth, tra tutti L’animale morente (Einaudi) e Pastorale americana (Einaudi). 

Confessione n.2: segnalibro o vergognose orecchie? 
Orecchie, penne, bigliettini... i libri dopo che passano dalle mie mani sono sofferenti! 

Una foto della tua libreria di casa?
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La libreria di Silvia

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