giovedì 2 febbraio 2017

UN ANNO TERRIBILE

Un-anno-terribile

Scheda del libro

TITOLO: Un anno terribile
AUTORE: John Fante
EDITORE: Fazi Editore
ANNO: 1985
PAESE: Stati Uniti
TRAMA: Siamo nel 1933, in piena Depressione, a Roper, una cittadina del Colorado. Dominc Molise è figlio di immigrati italiani, poveri e originari dell’Abruzzo. Sogna di sfondare nel mondo del baseball, mentre il padre ha in mente per lui un futuro da muratore, accanto a sé.


Le mie riflessioni

Ammetto la mia grave mancanza… non mi ero ancora decisa a leggere John Fante fino a quando, qualche settimana fa, durante il mio primo Books & Brunch, Alessia ci ha consigliato Un anno terribile, romanzo postumo che, nonostante sia molto breve, racchiude la maggior parte dei temi tanto cari a Fante. Ligia agli impegni, mi sono procurata subito il volume, che ho divorato durante un weekend di febbre.

L’atmosfera amara della Depressione che domina tutto il libro penetra sotto alla pelle: il freddo dell’inverno, i tre maglioni infilati uno sopra all'altro per ovviare alla mancanza del cappotto, la casa di legno, scrostata, con il solo camino in muratura, ma pur sempre fatiscente. La povertà dei Molise è disarmante agli occhi odierni e scorrendo le pagine si avverte il freddo, la fame, il senso di oppressione per l’assenza di un futuro e di una speranza di riscatto.
Ma Dominic ha un piano. È deciso a sfondare nel mondo del baseball, grazie al suo lancio formidabile e alla prodezza del Braccio. Kent, figlio di una buona famiglia, ricco e senza pensieri per il futuro, lo convince a tentare il tutto per tutto, magari facendo un provino con i Chicago Cubs, sicuro del suo successo. Dominic non può però permettersi nemmeno il biglietto del pullman per raggiungere la squadra in California e non può certo chiedere il denaro al padre, muratore, disoccupato da cinque mesi. Tra l’altro il padre immagina già il figlio al suo fianco, in cantiere e, magari, tra qualche anno poter aprire insieme a lui una piccola azienda edilizia e finalmente lasciarsi alle spalle la povertà.

La famiglia, i rapporti al suo interno e le origini italiane sono tra gli aspetti che maggiormente emergono tra le pagine del libro e tra i temi più cari a Fante. Troviamo figure chiave, che si rifanno alla stessa storia familiare dell’autore: il padre, muratore e donnaiolo, passa la maggior parte del suo tempo libero all'Onyx a giocare a biliardo e a flirtare con le donne; la nonna, bisbetica e ancorata alle proprie origini abruzzesi tanto da rifiutarsi di parlare in inglese, odia l’America e tutto ciò che le appartiene; infine la madre, dedita al focolare e succube delle continue scappatelle del marito e delle menzogne che le propina da sempre.

Particolarmente interessante e attuale è il conflitto generazionale tra chi, ormai abbacchiato dalle ripetute delusioni, ha ormai abbandonato il proprio sogno di riscatto in terra americana – quello stesso sogno che ha fatto (e tuttora fa) partire migliaia di persone dal proprio paese, lasciandosi legami e ricordi alle spalle – e chi invece è troppo giovane per lasciarsi scoraggiare e spera ancora di cambiare vita. Da una parte ci sono dunque la nonna e il padre, ormai rassegnati alla propria povertà, che trovano conforto solo nel ricordo nostalgico di Torricella Peligna; dall'altra troviamo invece Dominic, la nuova generazione, ambizioso e intenzionato a liberarsi della miseria. Un’aspirazione però difficile, che spesso riserva molte batoste, in una realtà sempre troppo uguale a stessa, in cui i migranti continuano a trovarsi in situazioni di disagio, poveri, emarginati e senza grandi possibilità di reale cambiamento. Come dicevo, è un argomento particolarmente attuale.

Ma Dominic Molise è sicuro di entrare a far parte della Hall of fame del baseball, come il Mancino più Grande del Mondo. Tutto questo grazie al Braccio, con la B maiuscola, tanto per sottolinearne le sue grandi doti che gli conferiranno un ruolo di primaria importanza tra le pagine del libro. Un Braccio speciale, che viene esaltato e idealizzato e che il suo proprietario massaggia continuamente con il Balsamo Sloan, lasciando ovunque una scia di odore di pino. E mano a mano che le pagine scorrono è impossibile evitare di provare apprensione e, perché no, tenerezza  per questo ragazzo che punta in alto, forse troppo, la cui delusione rischia di essere davvero molto, molto grande.

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